11 Settembre 2026
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Casanova e la felicità di Trieste.

  • Data: 24 Maggio 2026
  • Ora: 11:00 AM
  • Luogo: Museo Sartorio di Trieste
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Domenica 26 maggio 2026 – ore 11.00, presso la Sala Costantinides Museo Sartorio di Largo Papa Giovanni XXIII n.1, a Trieste il Comitato di Trieste della Società Dante Alighieri, in occasione del trecentesimo anniversario della nascita di Giacomo Casanova, presenta

Armando Badia – Casanova

Marco Favento – violino
Pietro Furlanetto – violino
Giovanni Boscarato – viola
Massimo Favento – violoncello

Casanova e la Felicità di Trieste
Mémoire Théâtrale per Baritono e Quartetto d’Archi

– Casanova, il mago… e Pittoni, il Barone…
– La Felicità… “una Cantata ben augurale per Maria Teresa!”
– Trieste: Galatea tra Clio, la Storia, e Minerva, la Prudenza
– Gabbato dall’Arlecchina: “Aprite un po’ quegli occhi!”
– Pittoni non molla! “Questa Felicità s’ha da rifare!”
– Arriva l’Abate Da Ponte… “È meglio non fidarsi!”
– Don Giovanni… Mozart o Casanova?
– Addio a Trieste… l’ultimo posto d’onore nelle Mémoires di Giacomo Casanova di Seingalt, Veneziano

Ingresso libero fino ad esaurimento dei posti.

Dopo il primo incontro con lo psicologo Nicola Puntin svoltosi a bordo della nave “Palinuro” il 30 giugno scorso – e che nelle prossime settimane sarà replicato presso la Comunità degli italiani di Fiume – la dott.ssa Alessandra Sirugo della Biblioteca Civica “A. Hortis” ha illustrato i materiali casanoviani conservati presso quell’istituzione e ha guidato soci e simpatizzanti alla visita della mostra “Casanova: l’approdo a Trieste”.
Il mese scorso, in collaborazione con l’Alliance Française di Trieste, la dott.ssa Caroline Fernandez ha rievocato in francese l’ideazione da parte di Casanova della Lotteria di Parigi (conferenza che sarà ripetuta in italiano nel prossimo mese di ottobre).

Di notevole interesse è il Mémoire Théâtrale per Baritono e Quartetto d’Archi, con testi e musiche d’epoca curate da Massimo Favento e il Gruppo Strumentale Lumen Harmonicum.
Nei panni di Casanova, il baritono Armando Badia accoglierà il pubblico e i musicisti in costume d’epoca, rievocando lo spirito mozartiano della Trieste tardo-settecentesca, tra intrighi, avventure e galanterie degne di essere rivissute….

Giacomo Casanova visse nella Trieste dell’Imperatrice Maria Teresa per quasi due anni, dal novembre del 1772 al settembre 1774.
Che tale soggiorno sia noto ai Triestini, o a chi frequenta la nostra città è cosa sicuramente poco certa. Eppure non pochi sono i segni che Casanova lasciò a Trieste.
Oltre a diversi piacevoli ricordi per molti – mmm… soprattutto donne! – l’avventuriero veneziano lasciò qui, nell’allora piccolo ma intraprendente emporio asburgico, svariate tracce, soprattutto poetiche e letterarie.
Tra queste spicca “La Felicità di Trieste”, Cantata ben augurale messa in musica da Francesco Petrucci, maestro al cembalo presso il Teatro San Pietro, luogo d’incontro della buona società, all’epoca al centro della Piazza Grande, accanto alla Locanda Grande e di fronte alla fontana dei quattro continenti.
La Trieste settecentesca, città che contava non più di qualche decina di migliaia di abitanti, era allora in vertiginosa ascesa.
Molti importanti personaggi incominciarono a frequentarla: avventurieri, commercianti, fuoriusciti politici, perseguitati religiosi, nobili decaduti, etc.
Ultimamente si parla molto dell’archeologo Winckelmann ma non fu da poco il legame che unì alla città l’abate Lorenzo Da Ponte, “veneto di terraferma”, non ultimo tra gli avventurieri provenienti dalla vecchia Dominante, Venezia uomini che impressero un’impronta indelebile nel Secolo dei Lumi.
Proprio a Trieste l’abate Da Ponte prese spunto per il Così fan Tutte che Mozart immortalò con il suo istinto irresistibile.
Pensando poi alle Nozze di Figaro e al Don Giovanni altro capolavoro “definitivo” del Settecento europeo, non si può non pensare a Casanova. Molto dicerie e qualche traccia tra le sue carte nel castello di Dux
in Boemia, dove egli trascorse gli ultimi anni di vita a scrivere i suoi Mémoires, sembrano alludere ad uno strano furto dei “casi della vita” che il Da Ponte avesse tirato all’amico-rivale Casanova proprio per ispirare il genio mozartiano.
Alcuni episodi del suo soggiorno in riva all’Adriatico sembrano avvalorare quest’ipotesi.
Sarà forse un caso che Casanova interruppe la scrittura dei Mémoires dopo aver raccontato di Trieste?

MASSIMO FAVENTO

Con il contributo del Comune di Trieste

Interpreti

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Armando Badia

baritono
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Gruppo Strumentale Lumen Harmonicum

Prof.ssa di lingue spagnole. Laureata in Letteratura, Arte e Cinema.

Museo Sartorio di Trieste

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